The Radical Copyeditor: guida stilistica

Di seguito la traduzione della guida stilistica di Radical Copyeditor, per leggerla in lingua originale cliccate qui. Troverete delle NdR (Note di Redazione) per rendere più comprensibile la guida.

Radical Copyediting
Macchina da scrivere con fogli rosa che volano per aria

Introduzione (da leggere per prima cosa)

Una guida stilistica per parlare delle persone trans è un ossimoro. Le guide stilistiche sono fatte apposta per creare assoluti – portare regole e ordine negli anfratti tortuosi e nelle contraddizioni molteplici del linguaggio. Ma quando si parla di genere non ci sono assoluti. Questo rende la guida stilistica radicale. Il copyediting radicale non riguarda assolutismi. Riguarda il contesto e il prendersi cura di chi si racconta.

Ci sono ragioni profonde per cui il linguaggio usato dalle persone trans e dalle nostre comunità cambia ed evolve così in fretta. Nella cultura occidentale, le persone non trans hanno creato per secoli il linguaggio che ci descrive e questo linguaggio ci ha etichettato come criminal*, malat*, da curare e/o non reali.

Nella lotta per la sopravvivenza le persone trans hanno anche lottato per il diritto di auto-descriversi con un linguaggio nostro e di rifiutare il linguaggio che ci criminalizza, medicalizza e invisibilizza. Nello stesso modo in cui non esiste una comunità trans monolitica, non c’è un modo “corretto” di parlare o scrivere delle persone trans.

Come usare questa guida:

  1. Usarla come suggerimenti generali piuttosto che come regole assolute
  2. Il focus dovrebbe essere su come avere a cuore le persone la cui esperienza del genere è diversa dalla vostra
  3. Considerate il contesto. Le scelte del linguaggio dipendono completamente dal contesto: un ambiente medico piuttosto che il dating online, bambini piuttosto che anziani, USA piuttosto che Australia e via dicendo. Riconoscete in particolare che il linguaggio usato all’interno un contesto culturale trans può essere molto più dettagliato del linguaggio che un outsider usa per descrivere le persone trans e l’esperienza trans.

Come non usare questa guida:

1. Non utilizzare questa guida per polemizzare o per controllare le scelte linguistiche altrui facendo sentire in colpa.
2. Non usare questa guida per dire alle persone trans che stanno usando un linguaggio scorretto, a prescindere dal fatto che tu sia trans o meno. Una buona pratica non dovrebbe mai togliere il diritto di una persona trans ad usare qualunque linguaggio preferisca.
3. Non ti interessare più delle parole che delle persone.

Lo scopo di questa guida è aiutare le persone con ogni tipo di identità ed esperienza di genere a prestare maggiore attenzione a chi sta ai margini. Le persone trans sono le uniche autorità quando si tratta di parlare di sé e di scegliere il linguaggio più appropriato per descriverci. Ciò significa che non solo le persone cisgender (non trans) hanno bisogno di praticare umiltà e attenzione verso le persone trans, ma anche che le persone trans stesse – in particolare quelle con privilegi educativi, finanziari e/o razziali – hanno bisogno di praticare umiltà e cura verso altre persone trans, in particolare verso le persone di colore, a basso reddito, meno istruite e/o anziane.

Se sei trans, ti consiglio vivamente di vaccinarti contro la tentazione di controllare il linguaggio di altre persone trans leggendo “Words don’t kill people, people kill words” e l’introduzione del glossario “There is no perfect word“, entrambe di Julia Serano, così come “I was recently informed I’m not a Transsexual“, di Riki Wilchins.

Nota 1: come tutte le guide stilistiche, quanto segue riguarda l’utilizzo della lingua, non le definizioni; per un glossario completo sulla terminologia transgender, date un’occhiata a questo di Julia Serano.

Nota 2: questa guida è stata scritta nel contesto degli Stati Uniti. Sebbene la guida generale in esso abbia applicazioni ampie, le specifiche possono differire in altri paesi.

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Semaforo verde con simbolo trans

GUIDA STILISTICA TRANSGENDER

Sezione 1. Uso corretto/corrente del linguaggio relativo all’universo transgender

1.1 Transgender è un aggettivo.

Usa: persone transgender; una persona transgender
Evita: transgender da solo; transgendered (NdR: equivalente di transessuat* per transessuale, non esiste in italiano l’equivalente di transgendered)

1.2. Transgender non è un orientamento sessuale.

Termini corretti parlando di persone trans: genere; identità ed espressione di genere
Termini errati: identità sessuale; sessualità

Da evitare perché mischia identità e orientamento sessuale la domanda: sei eterosessuale, gay, lesbica, bisessuale o transgender (scelta singola)?

1.3. Transizione è il termine corretto a descrivere il processo sociale e/o medico di vivere pubblicamente nel proprio genere.

Usa: Chris ha transizionato a 32 anni; il processo di transizione
Evita: Chris ha fatto un cambio di sesso; Chris ha fatto “l’intervento chirurgico”; Chris è diventato una donna

1.4. Transgender non si riferisce solo alle donne e agli uomini trans binari. Molte persone trans (35%) non sono binarie¹.

Usa: persone transgender; persone di tutti i generi
Evita: (quando ti riferisci a tutte le persone trans) donne e uomini transgender

Nella cultura popolare, transgender è spesso usato esclusivamente per riferirsi a donne e uomini trans che si identificano nel binario di genere (chi alla nascita ha visto assegnarsi il genere maschile e si identifica con quello femminile e viceversa). Transgender si riferisce in realtà a tutti coloro le cui identità di genere non si allineano, secondo le aspettative della società, al loro sesso assegnato alla nascita. Questo include persone non binarie, che non si identificano (esclusivamente o del tutto) come donne o uomini.

In segno di rispetto per il fatto che la parola transgender  venga utilizzata spesso in modi che (erroneamente) non includono persone non binarie, molte persone parlano di persone trans e non binarie quando si riferiscono a tutte le persone con identità di genere che differiscono dal sesso assegnato alla nascita. Ma poiché questa espressione rafforza l’idea che trans non includa intrinsecamente persone non binarie, le opzioni migliori e più recenti includono: persone trans binarie e non binarie e le persone trans sia binarie che non binarie.

Trans ha un significato diverso da transgender? In breve, sì e no. Nella maggioranza degli usi formali, trans è considerata semplicemente un’abbreviazione di transgender, ma nelle comunità trans, trans sta assumendo un significato sempre più unico, un significato più inclusivo rispetto a tutte le identità di genere che divergono dal sesso assegnato alla nascita. Anche le varianti trans* e trans+ sono state utilizzate per questo scopo. Trans* è nato negli anni ’90 e ha avuto un enorme, ma relativamente breve, slancio di popolarità nei primi anni del 2010. Trans+ è una variante più recente che deriva dalla tendenza ad aggiungere un segno più a termini come LGBTQ per indicare una maggiore inclusione (NdR: da leggere anche perché sia meglio non mettere l’* dopo trans).

In un contesto internazionale, secondo Oatc con sede nel Regno Unito: “trans è usato come un’abbreviazione dei termini: transessuale, trasgressivo, transexuale, transexuelle, travestie, ecc., e comprende gli innumerevoli termini usati e apprezzati in tutte le culture del mondo, dove transgender a volte può essere un termine culturalmente imperialista.”

1.5. I termini gender nonconforming e non-binary non sono sinonimi.

Gender nonconforming si riferisce a una persona la cui espressione di genere (come si veste, si comporta, ruoli, carriera e/o molte altre cose) non è conforme alle aspettative di genere stereotipate rispetto al suo genere. Esempi di persone non conformi potrebbero includere donne maschili, uomini effeminati, piloti donne, ballerini di danza classica maschi e ragazze con i capelli corti.

Il termine non-binary, o genere non binario, si riferisce a una persona il cui senso interno del sé non è esclusivamente donna/femmina o uomo/maschio. Alcune persone non binarie si identificano sia come donne che uomini (per esempio le persone bigender), alcune si identificano come un genere indipendente da uomo/donna (per esempio le persone genderqueer) e altre non si identificano con alcun genere (ad esempio le persone agender).

Molte persone hanno sia un’identità non binaria che un’espressione gender nonconforming, ma molte altre persone sono solo l’una o l’altra. È importante non usare questi termini in modo intercambiabile.

⇒ Una nota su gender variant, gender expansive, gender creative, gender diverse, gender fabulous, ecc.: molti termini sono sorti nel corso degli anni per riferirsi all’intero spettro persone gender nonconforming e/o non-binary. Le migliori pratiche includono l’evitare termini che portano una connotazione negativa (ad esempio, gender deviant o devianza di genere) ed evitare di usare termini imprecisi (ad esempio, diverso non significa “diverso dalla norma”, significa semplicemente “vario” per cui gender diverse dovrebbe riferirsi ad un gruppo di persone con generi diversi, non una singola persona o un gruppo di persone il cui genere è diverso dalla norma).

1.6. Transgender è un termine descrittivo, (di solito) non è un genere e non sempre è un’identità.

Usa: persone transgender; storia o identità transgender
Evita: persone che si identificano come transgender; uomo, donna o transgender (scelta singola)

Transgender significa avere un’identità di genere che non si allinea, secondo le aspettative della società, al sesso assegnato dalla nascita. Cisgender significa avere un’identità di genere che si allinea al sesso assegnato dalla nascita. Nello stesso modo in cui il termine cisgender è un termine descrittivo, non un genere in sé, così anche il termine transgender è un termine descrittivo. Tra i generi troviamo, ad esempio, donna, uomo, genderqueer, two-spirits (NdR: identità di genere di nativ* american*), agender e bigender. Transgender non è, per la stragrande maggioranza delle persone, un genere, e mentre alcune persone si identificano come donne trans, o come uomini trans, altre non considerano trans parte della loro identità e si identificano unicamente come genderqueer o donne o uomini, per esempio. Alcune persone si descrivono come “donna con trascorsi transessuali” o “uomo con una storia di transizione di genere”, come esempi aggiuntivi.

Sezione 2. Linguaggio privo di bias e rispettoso per riferirsi alle persone transgender

2.1. Evita un linguaggio che riduca le persone al loro sesso assegnato alla nascita o alla loro (presunta) biologia.

Usa: genere attribuito alla nascita: femmina; genere attribuito alla nascita: maschio.
Evita: nato donna; nato un uomo; biologicamente femmina; biologicamente maschio; geneticamente femmina; geneticamente maschio; pre-op; post-op

 2.2. Evita di trattare le persone transgender come se avessimo una “condizione patologica”.

Usa: Monique è transgender; essere transgender non è un crimine
Usa: disforia di genere

Evita: Monique ha il transgenderismo; il transessualismo/la transessualità è un peccato
Evita: genere disordinato; disturbo dell’identità di genere (obsoleto)

Si noti che nel corso della storia, per ottenere l’accesso a servizi medici come ormoni e chirurgie per affermare il proprio genere, molte persone trans sono state costrette a dimostrare di avere una condizione psichiatrica e/o medica tale da giustificare un intervento, che ha spesso significato l’uso di un linguaggio medico indipendentemente da quanto sia autentico. Il linguaggio intorno a diagnosi, patologizzazione e accesso all’assistenza sanitaria è complesso e diverso da paese a paese.

2.3. Evita un linguaggio che dia più valore all’essere o all’apparire cisgender (non trans), o che comporti giudizi o pregiudizi su quanto una persona trans sia out in pubblico sull’essere trans.

Usa: apertamente transgender; non apertamente transgender
Evita: passing/passare; invisibile; non si direbbe mai

Anche se alcune persone trans usano i termini stealth (una persona non rivela di essere trans perchè sembra cis) e passing (sembrare cis), non è appropriato che le persone non trans utilizzino questi termini a meno che non ci sia una richiesta esplicita di una persona trans. Come Janet Mock ha sottolineato, termini come questi implicano che le persone trans che sono percepite come cisgender stiano ingannando qualcun* mentre si limitano ad essere sé stesse. Vedi anche 2.10.

⇒ Una nota su out e closeted: coming out è il processo del divenire consapevol* della propria identità autentica e/o del condividere tale identità con altr*. Un uomo trans che ha transitato è out come uomo; che scelga o meno di condividere la sua storia riguardo al genere con gli altri è irrilevante. Essere closeted significa negare la propria identità a sé stessi e/o agli altri. Se la propria identità è uomo e si vive la vita pienamente come un uomo, siamo out non closeted. Quando una persona condivide la propria storia della transizione, si tratta di un’apertura, non di un coming out.

2.4. Nomi, pronomi e prefissi

(NdR: in italiano i pronomi raramente sono un problema mentre le desinenze e gli articoli vengono sbagliati continuamente e diventano complicati nel parlato per le persone non binarie. Dovunque leggiate pronomi pensate anche ad articoli e desinenze).

2.4.1. Usa sempre il nome corretto di una persona, i pronomi (o la sua mancanza) e il prefisso (se presente). Sempre. 

 Usa: Avery ha tinto i suoi capelli; Lynn ama il loro nipote; Monica è la migliore sostenitrice di sé stessa; Marcus guidava la sua auto con attenzione; Xander si è legat* le scarpe; Sam mangiò il pranzo di Sam nell’appartamento di Sam

Il primo e più importante modo per rispettare e onorare una persona trans è rispettare la lingua che usa per riferirsi a sé stessa. Le persone trans sono state costrette a creare nuovi percorsi nel linguaggio per ritagliarsi lo spazio per esistere. Dal momento che ci sono più di due, tre, quattro o cinque generi nel mondo, ci sono più di due, tre, quattro o cinque pronomi, e tutti sono ugualmente validi, inclusa la scelta di alcune persone a cui fare riferimento senza usare alcun pronome.

2.4.2. Usare il nome o i pronomi riferiti al passato di una persona trans senza il suo consenso è una forma di violenza (anche se si sta parlando del passato).

Usa: Bridget sapeva da quando aveva 3 anni di essere una ragazza.
Evita: all’età di 3 anni, Bob ha annunciato di essere una ragazza. Dopo la transizione, Bob – ora Bridget – ha buttato via i suoi vecchi vestiti.

Alcune persone trans usano un nome e/o pronomi diversi per parlare di sé prima della transizione, ma questo è raro. A meno che non ti venga detto diversamente, usa solo il nome/i pronomi veri/attuali, anche quando scrivi del loro passato.

2.4.3. I pronomi sono semplicemente pronomi. Non sono “preferiti” e non sono intrinsecamente legati all’identità di genere o alla biologia.

Usa: pronomi; pronomi personali; lei / lei / lei; lui / lei / la sua; essi / esse / loro; ze / zir / zirs; Sam / Sam / Sam (e qualsiasi altro pronome o combinazione)
Evita: pronomi preferiti; pronomi maschili; pronomi femminili.

Come disse in maniera stringata J. Mase III, “i miei pronomi non sono preferiti; sono obbligatori”. I pronomi corretti per una persona non sono una preferenza; né i pronomi sono intrinsecamente maschili o femminili: per esempio, un maschio potrebbe usare i pronomi di lei/sua/sue e una femmina potrebbe usare loro/loro/loro come pronomi.

2.4.4. Rispetta il loro al singolare come un pronome personale e usalo in modo appropriato.

Usa: Elisabetta ama il loro gatto; loro sono un grande amante dei gatti; hanno fatto qualcosa di carino per loro ieri

(NdR: questo punto riguarda principalmente la lingua inglese anche se loro si usa anche in italiano per persone non binarie)

Loro/loro/loro sono diventati pronomi popolari per le persone non binarie. Nonostante quello che il tuo insegnante di inglese di terza elementare potrebbe averti detto, non c’è nulla di sbagliato nell’usarli al singolare. In realtà, stanno decollando in un modo che ze o per o co o una qualsiasi delle centinaia di altri pronomi inventati non hanno mai fatto, proprio a causa del loro uso informale esistente come pronome singolare (vedi 3.1).

Molti dizionari si sono occupati e/o hanno approvato questo uso, tra cui il Merriam-Webster, l’Oxford English Dictionary e l’American Heritage Dictionary; l’American Dialect Society ha votato l’uso singolare di they (loro) la parola dell’anno 2015; e nel marzo 2017 anche la guida stilistica dell’Associated Press si è adeguata.

Quando si usa loro al singolare, le coniugazioni dei verbi seguono le stesse regole di quelle per il tu/voi (you): hanno fatto da sé, sono loro stessi/hai fatto da sé, siete voi stess*.

Si noti che sebbene molte persone non binarie usino loro, molti altri usano pronomi diversi (vedere 2.4.1). Se una persona non binaria usa ze /zir/zirs, ad esempio, riferirsi a zir usando loro equivale a sbagliarne i pronomi. Si noti inoltre che il potenziale disagio che le persone binarie hanno con l’uso di parole nuove non deve avere la priorità sull’amarezza che le persone non-binarie sperimentano quando viene sbagliato il genere o i pronomi (NdR: succede spesso anche all’interno della stessa giornata, occorre tenere conto dell’effetto cumulativo). Si veda Grammarly per approfondire.

2.5. Rispetta la diversità di linguaggio che le persone usano per descriversi.

È una tendenza umana il cercare di dare un senso al mondo classificando le cose, comprese le persone, ma il genere, nella sua diversità, sfida la categorizzazione. La biologia è incredibilmente varia e il significato che ne ricaviamo è ancor più complesso. Come già affermato nell’introduzione a questa guida, le persone trans sono le uniche autorità quando parlano di sé e rispetto al linguaggio che usano per descriversi, anche quando è in contrasto con le guide stilistiche. Quando scrivi o parli di una singola persona, questo significa scoprire come si riferisce a sé e non dare mai per scontato quale sia il termine corretto o migliore senza chiedere. Una differenza apparentemente infinitesima come quella tra trans man e transman può avere un significato enorme per una persona (NdR: transwoman per esempio viene usato da persone che non pensano che le donne trans siano donne per invalidare le donne trans, per cui è da evitarsi).

2.6. Il linguaggio relativo all’identità e all’espressione di genere specifico di una determinata cultura merita particolare attenzione.

Il genere è culturalmente costruito, il che significa che non c’è un insieme, un numero finito di esperienze di genere che trascendono il linguaggio; il contesto culturale è tutto quando si tratta di genere. Ad esempio, two spirits è un termine splendido e complesso che non è traducibile al di fuori delle culture indigene nordamericane; proprio come termini come hijra, māhū, fa’afafine e molti altri non sono traducibili al di fuori dei loro contesti culturali. Allo stesso modo, termini come stud e aggressive sono termini specifici della cultura Nera.

Anche il contesto storico è importante. Ad esempio, è innegabile che Giovanna d’Arco non fosse conforme alle norme di genere dei suoi tempi, ma descriverla come transgender non è accurato, perché la comprensione culturale di oggi di ciò che significa transgender non può essere applicata a persone di un’epoca diversa senza sapere se lo avrebbero capito nel loro contesto.

2.7. Fai attenzione quando parli di corpi e anatomia.

Evita: con un corpo femminile; corpo maschile

Alcune persone trans si riferiscono a sé come persone con un corpo femminile o maschile, ma questo non è un linguaggio che le persone cisgender possano usare. Le persone trans utilizzano ogni sorta di linguaggio creativo per riferirsi alle parti del loro corpo, ed è importante che gli altri rispettino e rispecchino il loro linguaggio, specie se si tratta di persone vicine o di chi fornisce un servizio sanitario.

Non è solo una questione di rispetto. Per le persone con disforia di genere, riferirsi alla nostra anatomia – in particolare l’anatomia riproduttiva – usando un linguaggio errato può turbare profondamente ed essere traumatico.

Quindi, quando ci si riferisce a persone trans, se si è qualcuno (come un operatore sanitario) che ha bisogno di fare riferimento alla nostra anatomia, scoprire quali termini usiamo e/o usare una terminologia generica e ampia (ad es. genitali, organi riproduttivi e torace) invece di parole specifiche (ad esempio vagina, pene e seno). S veda anche il punto 3.4 per ulteriori informazioni sugli accorgimenti per un linguaggio relativo all’anatomia, se sei un operatore sanitario dai un’occhiata a questi dieci consigli e agli standard di cura del RAD Remedy per ulteriori informazioni.

2.8. Afferma che le donne trans sono donne, gli uomini trans sono uomini e le persone non binarie sono non binarie.

Usa: tutte le donne, comprese le donne trans; uomini cis e trans; persone cisgender
Usa: Maria, una donna di Nogales; studenti non binari; Zed è un giovane agender

Evita: donne e donne trans; gente normale; vero uomo; donne biologiche
Evita: Maria, residente a Nogales, che si identifica come donna; studenti che si considerano “non binari”; Zed si identifica come agender

Un modo per invalidare le identità delle persone trans è separare le donne e gli uomini trans dalle donne e dagli uomini cisgender o quando ci si riferisce a loro sbagliare genere, nome e pronomi. L’articolo di Ashley Dejean “How Journalists Fail Trans People” parla di questo.

Per esempio, una donna cis non verrebbe mai descritta come “Mary Beth si identifica come donna” (si direbbe semplicemente “Mary Beth è una donna”), quindi usare questa espressione per una donna trans segnala la sua diversità e mette in dubbio il suo genere. Un altro esempio per invalidare il linguaggio usato dalle persone trans è porre tra “virgolette” le parole che le persone trans usano per descrivere sé stesse.

2.9. Non rendere sensazionalistico o rivelare senza consenso il passato di una persona trans.

Nella maggior parte della storia moderna, le narrative mainstream hanno rappresentato (e descritto) le persone trans e gender nonconforming come persone bizzarre, devianti, mentalmente instabili e criminali. I media sono stati la fonte primaria di informazioni sensazionalistiche e non consensuali divulgate su di noi.  Il contesto mediatico è di vitale importanza.

Molte persone trans vogliono semplicemente essere in grado di vivere la propria vita come uomini, donne o persone non binarie. Se il passato di una persona trans non è pertinente, non menzionarlo (a meno che non lo richiedano loro). E non divulgare mai dettagli relativi al passato di una persona trans (come il nome o il sesso assegnato alla nascita) senza consenso. Farlo è nel migliore dei casi un pettegolezzo e nel peggiore una violenza, e comunica che la persona non è realmente quella che si presenta oggi.

2.10. Non usare mai un linguaggio che dipinga le persone trans come ambigue o ingannevoli per il fatto che non si nascondono e vivono in maniera autentica.

 Evita: il suo segreto è stato scoperto; si travestì da donna; lei ha ingannato tutti; nessuno sapeva la verità; la menzogna è stata svelata

Usa: storia o passato al posto di segreto o verità. Invece di in incognito o nascost* usa privat* e riservat*.

Non solo c’è una lunga storia di persone trans che vengono percepite come ingannevoli mentre si limitano ad essere sé stesse, ma la scelta di non rivelare dettagli del passato o dell’anatomia è stata usata per giustificare brutalità e omicidi (si veda chi difende come legittimo il “panico da trans“), quindi è particolarmente importante evitare qualsiasi tipo di linguaggio che dia l’impressione che una persona trans che sceglie di non divulgare i dettagli del suo passato menta, sia ingannevole o falsa, come scrive nel suo articolo di impatto Gwendolyn Ann Smith.

Invece di segreto o verità, prova storia o passato. Invece di nascost* o in incognito, prova ad usare privat* o confidenziale. Per quanto riguarda i binomi passing/stealth e out/closeted si veda il punto 2.3.

2.11. Non mettere in atto o giustificare odio o pregiudizio nei confronti delle persone trans.

Questo dovrebbe essere ovvio, ma nel caso non sia chiaro, non ci sono due punti di vista equilibrati nella narrativa che si chiede se le persone trans hanno o no il diritto di esistere in pubblico, come sottolinea Laverne Cox. Chiunque scriva di persone trans ha l’obbligo morale di non recare danno, e questo include non perpetuare o giustificare le prospettive che mettono in pericolo le persone trans. Nel discutere leggi anti-trans, chi scrive spesso le riporta usando un linguaggio che valida i pregiudizi (per esempio la Bathroom bill, la “legge sui bagni”) o cerca di presentare i punti di vista di “entrambe le parti” in modi che alla fine danno credito all’odio, all’intolleranza o all’ignoranza. Non farlo. La vita e la dignità delle persone trans non possono essere oggetto di discussione.

⇒ Una nota su “TERF”: TERF sta per “femminista radicale che esclude persone trans” e si riferisce alle persone (la maggioranza delle quali di una certa generazione, bianche, donne, cis) che credono che le donne trans siano in realtà uomini. In qualità di copyeditor (femminista) radicale, rifiuto l’idea che ci sia qualcosa di radicale o di femminista in questa prospettiva violenta, quindi non uso il termine “TERF”.

Sezione 3. Linguaggio inclusivo, ampio, coscienzioso.

3.1. Riconosci che esistono più di due generi. Usa loro anche al singolare in senso generico ed evita un linguaggio che dipinga i generi come opposti.

Usa: onora la verità di ogni persona sulla loro identità; tutt*; persone di tutti i generi; familiari.
Evita: uomini e donne; il sesso opposto; entrambi i sessi; fratelli e sorelle

L’uso di they/them/theirs per riferirsi a una persona il cui genere è sconosciuto ha una storia lunga e abbastanza coerente nella lingua inglese, e molte persone hanno documentato che usarlo in modo singolare e plurale è grammaticalmente corretto, proprio come you può essere usato sia al singolare che al plurale. È anche essenziale per creare uno spazio linguistico per l’esistenza di persone non binarie.

 3.2. Non utilizzare LGBTQ o le sue numerose varianti (LGBT, LGBTQIA +, ecc.) come sinonimo di gay.

Usa: persone LGBTQ e persone non LGBTQ
Evita: persone LGBTQ e persone eterosessuali

Se stai usando un acronimo che include persone trans, è importante includere effettivamente le persone trans in quello che scrivi. Ad esempio, se stai scrivendo solo di persone con relazioni omosessuali o se stai cercando di riferirti a tutt* coloro che hanno una sessualità non eterosessuale, non utilizzare LGBTQ. Alcune persone trans (15%) si identificano come etero¹. LGBTQ ed etero/eterosessuale non sono opposti e non dovrebbero mai essere trattati come tali.

3.3. Riconosci Queer come un orientamento sessuale valido.

L’orientamento sessuale queer (21%) è prevalente (NdR in USA) rispetto a qualsiasi altro orientamento sessuale¹ per le persone trans. Sebbene le guide stilistiche e i dizionari mainstream si rifiutino di riconoscere l’evoluzione di questa parola, scrivere di persone trans richiede di fare proprio il linguaggio che usiamo per descrivere non solo il nostro genere ma anche la nostra sessualità. Queer è una parola complessa con molte definizioni diverse e, nel contesto delle comunità trans, deve essere riconosciuta come un termine identitario valido.

3.4. Dividi l’anatomia dall’identità nel linguaggio che usi.

Contrariamente alla credenza popolare, l’anatomia non è intrinsecamente femminile o maschile. Prima di tutto, esistono le persone intersessuali e la Società Intersex del Nord America ha stimato che ben 1 ogni 100 corpi differiscano biologicamente da quello che è considerato lo standard per femmine e maschi. In secondo battuta, poiché le persone trans esistono, ci sono diversi uomini che possono partorire e altrettante donne che hanno bisogno di esami della prostata (e questi sono solo due esempi).

Questo significa che parole come donne e uomini non parlano di verità universali su corpi o esperienze. Usare donne come abbreviazione per tutte le persone che possono avere le mestruazioni o rimanere incinte, o MSM (“uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini”) come una popolazione a rischio per molte infezioni sessualmente trasmesse, due esempi, non è né corretto né inclusivo delle persone trans.

Quando la lingua rende inscindibile l’anatomia e l’identità, nuoce a coloro la cui anatomia non è in linea con le norme e i presupposti. Negli esempi sopra riportati, destinare l’assistenza prenatale esclusivamente alle donne cisgender impedisce alle persone trans e non binarie in stato di gravidanza di accedere alle cure e impedisce alle donne trans di entrare nella categoria “MSM” (e allo stesso tempo di tenere gli uomini trans fuori dalla categoria) e crea una barriera per la ricerca, la prevenzione e i servizi per l’HIV che siano inclusivi delle persone trans.

La consapevolezza nel non collegare identità e anatomia non significa spogliare completamente l’identità dal nostro linguaggio. Significa semplicemente pensare anche alle persone trans (binarie e non binarie) mentre si considera di chi si sta effettivamente parlando e come fare riferimento a loro. Il contesto è tutto, e determina se è meglio dire donne trans e cis, donne e persone trans o persone incinta, per esempio.

3.5. Rassegnati al fatto che il linguaggio può cambiare rapidamente.

Il linguaggio sull’identità e l’espressione di genere si sta evolvendo alla velocità della luce. Per alcune persone questa velocità può portare ad un sovraccarico e indurre a diverse reazioni: dall’opporsi e resistere attivamente ai cambiamenti linguistici al darsi per vint* e diventare giudicante o sprezzante di nuove (o vecchie) parole e delle persone che le usano.

C’è una terza via. Celebrare questa rapida evoluzione del linguaggio per quello che significa: che le persone che sono state emarginate per secoli stanno trovando modi per rivendicare il loro libero arbitrio e la loro legittimità. Chi di noi è stat* cancellat* dai racconti mainstream ponendoci fuori dall’esistenza sta trovando modi per riscrivere la realtà per dare spazio alla nostra vera essenza. Lo scopo del linguaggio è comunicare, non punire.

Un’ultima nota
Una guida stilistica non può mai servire come sostituto di una relazione con le persone reali di cui stai scrivendo. Se stai scrivendo di persone trans – che tu sia trans o meno – fallo sempre mettendoti nei loro panni. Non dare per scontato; chiedi. Includi prospettive trans diverse su quello che scrivi che guardino al genere, età, razza, classe, abilità e sessualità. Non cadere mai nella trappola di pensare che una singola persona trans possa rappresentare o parlare per la diversità immensa di tutti coloro che la parola transgender include. A non fare altro, quest’ultimo suggerimento ti indirizzerà in maniera corretta.

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Vuoi più risorse? Consulta la Transgender media reference guide di GLAAD, scritta appositamente per i giornalisti. I giornalisti possono anche leggere “Covering the Transgender Community” di Sara Morrison per saperne di più su una copertura a dovere. Se stai cercando un glossario completo sulla terminologia transgender, dai un’occhiata a questo di Julia Serano.

¹Dati tratti dal Report of the 2015 U.S. Transgender Survey (National Center for Transgender Equality, 2016).

² Ultimo aggiornamento 12 luglio 2018. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno offerto modifiche e aggiunte a questa guida di stile, tra cui Teo Drake, Danni Green, Lex Townsend, Lyndon Cudlitz e oatc.